Cadute e mancata assistenza in RSA: responsabilità e risarcimento

Prescrizione medica su cartella clinica

Scoprire che un genitore o un altro familiare si è ferito in RSA può provocare rabbia, preoccupazione e anche un ingiustificato senso di colpa. Potresti aver ricevuto spiegazioni poco chiare oppure esserti accorto di una caduta, una piaga o un peggioramento soltanto durante una visita.

Affidare una persona fragile a una struttura non significa essere responsabili di ciò che le accade. Allo stesso tempo, non ogni problema verificatosi in RSA dipende necessariamente da una negligenza. Per capire se esistono i presupposti per chiedere un risarcimento bisogna ricostruire l’assistenza prestata e verificare se la struttura avrebbe potuto evitare il danno o almeno limitarne le conseguenze.

Responsabilità della RSA e diritto al risarcimento

Una RSA può essere tenuta al risarcimento quando non presta l’assistenza richiesta dalle condizioni dell’ospite e questa mancanza causa o aggrava un danno.

Gli elementi da accertare sono:

  • un obbligo assistenziale non rispettato;
  • un danno concreto alla salute o alla persona dell’anziano;
  • il nesso causale tra la carenza della struttura e il danno.

Non ogni disservizio, quindi, è risarcibile. Un pasto servito in ritardo o una comunicazione poco cortese possono rappresentare problemi da segnalare, ma la responsabilità civile nasce quando la mancanza incide sulla salute dell’ospite.

Può accadere, ad esempio, in caso di sorveglianza insufficiente, farmaci non somministrati, ritardo nelle cure, scarsa idratazione o mancata prevenzione delle lesioni. Sono situazioni da valutare secondo i principi della responsabilità per malasanità, tenendo conto del tipo di struttura e delle prestazioni che si era impegnata a garantire.

Obblighi assistenziali di RSA e case di riposo

Gli obblighi della struttura dipendono dalle condizioni dell’ospite e dai servizi offerti, ma comprendono generalmente assistenza, sorveglianza, corretta gestione delle terapie e prevenzione dei rischi prevedibili.

Obbligo della struttura Possibile carenza assistenziale
Valutare mobilità e rischio di caduta Nessuna misura nonostante precedenti cadute o difficoltà motorie
Prevenire le lesioni da pressione Mancati cambi di posizione, controlli o presidi
Somministrare le terapie Farmaci omessi, duplicati o dati in ritardo
Garantire alimentazione e idratazione Disidratazione o malnutrizione non riconosciute
Sorvegliare le condizioni cliniche Peggioramenti rilevati o comunicati tardivamente
Organizzare personale e turni Assistenza insufficiente per carenza di operatori

RSA e casa di riposo, però, non sono sempre la stessa cosa. Gli obblighi possono cambiare in base alla natura sanitaria o socio-assistenziale della struttura, all’accreditamento e alla normativa regionale. I manuali di accreditamento AGENAS offrono riferimenti sui requisiti di qualità, sicurezza e organizzazione delle strutture sanitarie.

Caduta dell’anziano in RSA e responsabilità della struttura

La RSA non è automaticamente responsabile di ogni caduta, ma può esserlo se non valuta il rischio individuale o non adotta misure assistenziali adeguate.

Dopo la caduta di un anziano in casa di riposo bisogna verificare:

  • precedenti cadute e difficoltà nella deambulazione;
  • problemi di equilibrio, disorientamento o decadimento cognitivo;
  • farmaci che possono favorire sonnolenza o instabilità;
  • necessità di assistenza per alzarsi o andare in bagno;
  • condizioni di pavimenti, illuminazione e percorsi;
  • sorveglianza prevista ed effettivamente garantita;
  • tempo impiegato per soccorrere e visitare l’ospite.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che debolezza muscolare, disturbi dell’equilibrio, difficoltà nella deambulazione e alcuni farmaci rientrano tra i fattori di rischio delle cadute negli anziani.

Non esiste comunque una misura valida per tutti. Sorveglianza e assistenza devono essere adeguate alle condizioni concrete della persona, rispettandone al tempo stesso dignità e libertà.

Piaghe da decubito, infezioni e peggioramenti dell’anziano

Piaghe da decubito, infezioni e peggioramenti improvvisi non dimostrano automaticamente una negligenza, ma meritano una verifica quando prevenzione, controllo o trattamento appaiono insufficienti.

Per le lesioni da pressione bisogna controllare se la RSA abbia valutato il rischio, garantito la mobilizzazione e i cambi di posizione, controllato la pelle e utilizzato presidi adeguati. Sono importanti anche alimentazione, idratazione, medicazioni e tempestività della comunicazione ai familiari e al medico.

Non tutte le piaghe sono evitabili, soprattutto in persone molto fragili o affette da patologie complesse. Il punto è capire se la struttura abbia adottato tutte le misure ragionevolmente necessarie per prevenirle e curarle.

Anche per le infezioni correlate all’assistenza il risarcimento non è automatico. Possono tuttavia emergere responsabilità in presenza di carenze igieniche, diagnosi tardive, cure inadeguate o mancato controllo della diffusione dell’infezione. 

Carenza di personale e disorganizzazione della RSA

La carenza di personale può diventare fonte di responsabilità quando compromette concretamente l’assistenza e provoca un danno all’ospite.

Può accadere quando un anziano viene lasciato senza aiuto durante gli spostamenti, non viene mobilizzato, riceve i farmaci in ritardo oppure le sue richieste restano senza risposta. Sono rilevanti anche il mancato controllo delle condizioni cliniche e il ritardo nel chiamare un medico o il servizio di emergenza.

La famiglia non deve necessariamente individuare quale operatore fosse di turno. Il problema può derivare dall’organizzazione complessiva della RSA, come avviene quando il personale previsto non è sufficiente a garantire i livelli di assistenza necessari.

La sola insufficienza dell’organico non basta, però, a fondare una richiesta di risarcimento. Se la carenza di personale compromette l’assistenza e causa un danno, può configurarsi una responsabilità della struttura per carenze organizzative.

Documenti utili per dimostrare la responsabilità della RSA

Per valutare un possibile errore assistenziale bisogna confrontare le condizioni dell’anziano all’ingresso, l’assistenza programmata e ciò che è stato realmente fatto.

È utile richiedere:

  • contratto di ricovero e carta dei servizi;
  • Piano Assistenziale Individualizzato;
  • cartella sanitaria e infermieristica;
  • diario assistenziale;
  • schede di terapia e somministrazione dei farmaci;
  • registri di mobilizzazione, alimentazione e idratazione;
  • schede di medicazione;
  • relazione interna sulla caduta o sull’evento;
  • comunicazioni con il medico e i familiari;
  • documentazione del 118 o del ricovero successivo.

Possono essere utili anche fotografie datate delle lesioni e una cronologia di telefonate, visite e spiegazioni ricevute. Una documentazione incompleta o contraddittoria può avere rilievo, ma non dimostra da sola la responsabilità. Per questo occorre sapere le prove necessarie per ricostruire un possibile errore assistenziale.

Nesso causale tra mancata assistenza e danno

Il risarcimento richiede di dimostrare che un’assistenza corretta avrebbe probabilmente evitato il danno o ne avrebbe ridotto la gravità.

L’età avanzata, la fragilità e le patologie pregresse non escludono automaticamente la responsabilità della RSA. Bisogna però distinguere il naturale peggioramento delle condizioni dall’aggravamento causato dalla mancata assistenza.

Occorre verificare, ad esempio, se l’aiuto durante gli spostamenti avrebbe evitato una caduta, se una corretta mobilizzazione avrebbe ridotto il rischio di piaghe o se un intervento tempestivo avrebbe limitato un’infezione.

La perizia medico-legale serve a ricostruire questo collegamento e a stabilire quali conseguenze siano realmente attribuibili alla condotta della struttura.

Cosa fare se sospetti negligenze in una RSA

Se temi che un tuo familiare non sia stato assistito correttamente, chiedere chiarimenti non significa accusare la struttura. Significa cercare di comprendere cosa sia accaduto e tutelare una persona fragile.

In questi casi è consigliabile:

  1. tutelare prima di tutto la salute dell’anziano, chiedendo una visita o un intervento sanitario se le sue condizioni lo richiedono;
  2. richiedere alla RSA una spiegazione scritta dell’accaduto;
  3. ottenere una copia completa della documentazione sanitaria e assistenziale;
  4. conservare messaggi, fotografie e comunicazioni ricevute;
  5. ricostruire una cronologia delle visite, delle telefonate e degli eventi;
  6. evitare accuse pubbliche prima di aver svolto una verifica tecnica;
  7. non firmare accordi o liberatorie senza averne compreso pienamente gli effetti;
  8. sottoporre il caso a una valutazione legale e medico-legale.

Se ritieni che esista un rischio attuale per la salute o l’incolumità dell’ospite, è importante rivolgersi senza ritardo alle autorità sanitarie competenti. Quando invece il problema riguarda un danno già verificatosi, la documentazione raccolta consente di valutare se la struttura abbia rispettato i propri obblighi e se esistano i presupposti per chiedere un risarcimento.

Sospetti negligenze in una RSA? Analizziamo la documentazione e verifichiamo se la struttura ha rispettato i propri obblighi di assistenza, sorveglianza e protezione.

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