Risarcimento di € 644.172,40 – omessa diagnosi – malformazione fetale durante la gravidanza

Martelletto del giudice

Nascita indesiderata e omessa diagnosi della malformazione fetale: oltre 644 mila euro alla madre

La Corte d’Appello di Bologna ha riconosciuto un risarcimento di € 644.172,40 in favore di una giovane madre per l’omessa diagnosi, durante la gravidanza, di una grave malformazione del feto, con conseguente lesione del diritto al consenso informato e all’autodeterminazione.

La vicenda riguarda una gestante, assistita dall’Avv. Vincenzo Liguori, che aveva eseguito gli accertamenti ecografici presso l’AUSL di Modena. Durante la gravidanza, tuttavia, i sanitari non avevano rilevato una grave artrogriposi agli arti inferiori del feto, malformazione successivamente riscontrata alla nascita.

Secondo quanto accertato nel corso del giudizio, la malformazione presentava caratteristiche tali da dover essere individuata attraverso un’ordinaria attività diagnostica, sulla base delle conoscenze scientifiche e delle linee guida applicabili all’epoca. Anche la consulenza tecnica d’ufficio ha confermato che si trattava di un’anomalia macroscopica che non avrebbe dovuto sfuggire agli esami ecografici.

La Corte ha quindi riconosciuto che l’omessa diagnosi aveva privato la madre della possibilità di conoscere le reali condizioni del feto e di decidere consapevolmente se proseguire o interrompere la gravidanza.

Nel valutare il caso, i giudici hanno tenuto conto anche delle specifiche circostanze personali della gestante, tra cui la giovane età, la particolare gravità della malformazione e l’assenza di un adeguato nucleo familiare di sostegno, ritenendo provato che, se correttamente informata, avrebbe verosimilmente scelto di ricorrere all’interruzione terapeutica della gravidanza.

Il risarcimento riconosciuto comprende sia il danno non patrimoniale derivante dalla lesione del diritto all’autodeterminazione, sia le conseguenze di natura patrimoniale collegate alla perdita di chance lavorative.

Segue il riepilogo della sentenza a cura dell’Avv. Vincenzo Liguori:

Corte d’Appello Bologna 27/07/2026 n. 1896. Nascita indesiderata di feto affetto da grave malformazione: risarcimento di € 644.172,40 alla madre per omessa diagnosi, violazione del consenso informato e lesione del diritto all’autodeterminazione.

La Corte:
– accerta la responsabilità dei sanitari dell’AUSL di Modena per omessa diagnosi della grave malformazione fetale;
– riconosce che l’artrogriposi agli arti inferiori presentava caratteristiche macroscopiche e avrebbe dovuto essere individuata nel corso degli accertamenti ecografici;
– ritiene, anche sulla base delle risultanze della CTU, che la condotta diagnostica non sia stata conforme alle conoscenze scientifiche e alle corrette pratiche sanitarie dell’epoca;
– riconosce la lesione del diritto della gestante a ricevere una corretta informazione e a determinarsi consapevolmente in ordine alla prosecuzione della gravidanza;
– ritiene provato, alla luce delle circostanze concrete e personali della danneggiata, che la madre, se adeguatamente informata della gravissima malformazione fetale, avrebbe verosimilmente scelto l’interruzione terapeutica della gravidanza;
– riconosce il danno non patrimoniale da lesione del diritto all’autodeterminazione;
– riconosce il danno patrimoniale connesso alla perdita di chance lavorative;
– liquida complessivamente in favore della madre un risarcimento pari a € 644.172,40.

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