Incidente con monopattino: chi paga i danni e come ottenere il risarcimento

Incidente stradale notturno con più veicoli coinvolti

Per anni i monopattini elettrici sono stati considerati mezzi leggeri, pratici, quasi innocui. In realtà, un incidente con monopattino può avere conseguenze serie: fratture, traumi al volto, lesioni alla testa, spese mediche e, nei casi più gravi, danni permanenti. 

I dati confermano che non si tratta di episodi marginali. Nel 2024 gli incidenti con monopattino sono arrivati a 3.895, con 23 decessi e migliaia di feriti. Anche uno studio condotto nel 2026 su 441 pazienti arrivati in due trauma center romani ha evidenziato un quadro significativo: molte lesioni derivano da cadute singole e solo una minoranza degli utenti coinvolti indossava il casco.

Ecco perché un incidente con monopattino non va trattato come un evento minore. Dopo una caduta, uno scontro con un’auto, l’investimento di un pedone o un incidente con un mezzo sharing, la domanda centrale è: chi paga i danni? Il conducente del monopattino, l’automobilista, il Comune, la società di noleggio o l’assicurazione?

Incidente con monopattino elettrico: quali sono i casi più frequenti

Un incidente con monopattino elettrico può verificarsi in situazioni molto diverse. Tra i casi più frequenti rientrano:

  • lo scontro tra monopattino e auto;
  • l’urto tra monopattino e moto;
  • l’incidente tra monopattino e bici;
  • l’investimento di un pedone da parte di un monopattino;
  • la caduta causata da una buca, un tombino, una pavimentazione sconnessa o un ostacolo non segnalato;
  • l’incidente con un monopattino a noleggio o in sharing;
  • la caduta dovuta a un difetto del mezzo, come freni non funzionanti, blocco improvviso, ruote danneggiate o scarsa manutenzione.

Prima di parlare di risarcimento danni da monopattino, quindi, è necessario ricostruire con precisione che cosa è successo: dove si trovava il monopattino, quale comportamento hanno tenuto le persone coinvolte, se c’erano segnali, buche o ostacoli, quali danni sono stati riportati e se sono intervenute le autorità.

È questa ricostruzione a fare la differenza tra una richiesta generica e una richiesta di risarcimento fondata.

Incidente con monopattino: chi paga i danni?

In linea generale, paga chi ha causato l’incidente o chi aveva un obbligo di custodia, manutenzione o controllo. Se il monopattino viene urtato da un’auto, può rispondere il conducente dell’auto e la compagnia assicurativa del veicolo. Se invece è il conducente del monopattino a investire un pedone o a danneggiare un altro mezzo, può essere lui a dover rispondere dei danni causati.

Se la caduta dipende da una buca o da una strada pericolosa, può emergere la responsabilità del Comune o dell’ente proprietario della strada. Se il mezzo sharing era difettoso o mal mantenuto, va verificata anche la responsabilità della società di noleggio.

Il punto non è solo quale mezzo fosse coinvolto, ma quale condotta ha causato il danno. Alcuni esempi aiutano a capire meglio:

  • un automobilista apre lo sportello senza controllare e fa cadere chi viaggia in monopattino;
  • un’auto non rispetta la precedenza e urta il monopattino;
  • il conducente del monopattino procede a velocità non adeguata e investe un pedone;
  • una persona cade per una buca profonda e non visibile;
  • un monopattino sharing ha freni difettosi o un problema di manutenzione.

In alcuni casi la responsabilità può essere divisa tra più soggetti. Si parla allora di concorso di colpa: il risarcimento può essere ridotto se anche il danneggiato ha contribuito all’incidente con una condotta imprudente. 

Monopattino contro auto, pedone o bici: come si valuta la responsabilità

Negli incidenti tra monopattino e altri utenti della strada, la responsabilità si valuta caso per caso. Contano molti elementi: velocità, precedenze, visibilità, segnaletica, posizione dei mezzi, condizioni della strada, comportamento delle parti e possibilità concreta di evitare l’urto. 

Il conducente del monopattino deve rispettare le regole di circolazione applicabili e guidare con prudenza. L’automobilista, allo stesso tempo, deve prestare particolare attenzione agli utenti più vulnerabili, come pedoni, ciclisti e conducenti di monopattini. Anche pedoni e ciclisti, però, possono avere un ruolo nella dinamica se attraversano all’improvviso, non rispettano la segnaletica o tengono una condotta imprudente.  

Per esempio, un pedone investito fuori dalle strisce da un monopattino può avere diritto al risarcimento, ma la somma può essere ridotta se emerge che ha attraversato in modo imprevedibile o in un punto pericoloso. Allo stesso modo, chi guida il monopattino può ottenere il risarcimento dopo uno scontro con un’auto, ma deve dimostrare che l’urto è stato causato dalla condotta dell’automobilista. 

Negli incidenti con monopattino, quindi, raramente basta dire “mi hanno investito” o “sono caduto”. Serve capire chi ha fatto cosa, in quale momento e con quali conseguenze. 

Caduta dal monopattino per buca o strada dissestata: si può chiedere il risarcimento?

Una caduta autonoma non esclude automaticamente il diritto al risarcimento. Se la caduta è stata causata da una buca, da un tombino pericoloso, da un avvallamento, da una pavimentazione rotta, da un ostacolo non segnalato o da una strada dissestata, può essere chiamato a rispondere il Comune o l’ente proprietario della strada.

Non basta però dimostrare di essere caduti. Bisogna provare il collegamento tra il difetto della strada e l’incidente.

In questi casi contano, ad esempio:

  • visibilità della buca o dell’ostacolo;
  • illuminazione della strada;
  • condizioni meteo;
  • presenza o assenza di segnaletica;
  • velocità del monopattino;
  • possibilità concreta di evitare il pericolo;
  • eventuali segnalazioni già inviate al Comune.

Il Comune può contestare che il conducente fosse distratto, che procedesse troppo velocemente o che il pericolo fosse visibile ed evitabile. Per questo è fondamentale raccogliere subito prove solide: foto del punto esatto della caduta, video, dati dei testimoni, referti medici, intervento della polizia locale ed eventuali segnalazioni pregresse sullo stato della strada.

In una caduta monopattino per buca, la tempestività è decisiva: dopo pochi giorni il luogo può cambiare, la buca può essere riparata e diventa più difficile dimostrare come si presentava la strada al momento dell’incidente.

Incidente con monopattino a noleggio: chi è responsabile?

Negli incidenti con monopattino a noleggio o in sharing bisogna distinguere tre ipotesi principali.

La prima è l’errore del conducente. Se l’utente guida in modo imprudente, non presta attenzione o viola le regole di circolazione, può essere chiamato a rispondere dei danni causati.

La seconda è la responsabilità di un terzo. Se l’incidente è provocato da un’auto, una moto, una bici o un altro monopattino, bisogna valutare la condotta di quel soggetto e l’eventuale copertura assicurativa.

La terza riguarda il difetto del mezzo. Se il monopattino sharing aveva freni non funzionanti, ruote danneggiate, problemi di manutenzione o si è bloccato all’improvviso, può essere necessario verificare la responsabilità della società di noleggio.

Le condizioni contrattuali del servizio possono essere utili, ma non bastano sempre a chiudere il tema della responsabilità. È importante conservare:

  • screenshot dell’app;
  • codice identificativo del monopattino;
  • orario di inizio e fine noleggio;
  • percorso effettuato;
  • foto del mezzo;
  • foto del luogo dell’incidente;
  • eventuali segnalazioni inviate alla società di sharing.

In questi casi, capire se l’incidente dipende dalla guida, da un terzo o da un problema tecnico del mezzo è il primo passo per individuare il soggetto a cui chiedere il risarcimento.

Assicurazione monopattino: cosa cambia per il risarcimento

La Legge 25 novembre 2024, n. 177 ha modificato la disciplina dei monopattini elettrici, introducendo obblighi più stringenti, tra cui casco, contrassegno identificativo e copertura assicurativa. Il cosiddetto “targhino” non è una targa come quella dell’auto: è un contrassegno adesivo, plastificato e non rimovibile, pensato per rendere il monopattino riconoscibile e collegarlo a un proprietario.

Dal 17 maggio 2026, quindi, il monopattino non è più un mezzo anonimo: deve essere identificabile, controllabile e collegato a una responsabilità precisa. Questo è importante perché, in caso di caduta, investimento o danno a un pedone, sapere chi risponde può fare la differenza tra ottenere tutela e restare senza risarcimento.

Anche l’assicurazione del monopattino un elemento importante quando si deve capire a chi chiedere il risarcimento. Se il mezzo è coperto da una polizza, il danneggiato può rivolgersi alla compagnia assicurativa, sempre nei limiti previsti dal contratto. 

Se invece l’incidente avviene con un monopattino senza assicurazione, oppure ci sono dubbi su obblighi, decorrenze o validità della copertura, il caso va valutato con particolare attenzione. L’assenza di assicurazione non esclude automaticamente il diritto al risarcimento, ma può rendere più complesso individuare il soggetto tenuto a pagare i danni.

Cosa fare subito dopo un incidente con monopattino

Dopo un incidente con monopattino, le prime ore sono fondamentali.

La prima cosa da fare è chiamare i soccorsi se ci sono lesioni, anche quando sembrano lievi. Alcuni traumi, soprattutto a testa, volto, polsi, spalle e ginocchia, possono manifestarsi con maggiore chiarezza solo dopo qualche ora.

È poi opportuno chiedere l’intervento della polizia locale o delle forze dell’ordine, soprattutto se ci sono feriti, contestazioni sulla dinamica o più soggetti coinvolti. Il verbale può diventare una prova importante nella richiesta di risarcimento.

Subito dopo l’incidente è utile:

  • identificare conducenti, pedoni, ciclisti o altri soggetti coinvolti;
  • raccogliere dati dei veicoli e delle assicurazioni;
  • annotare eventuale società di sharing e codice del monopattino;
  • fotografare luogo, segnaletica, posizione dei mezzi e danni;
  • fotografare buche, tombini, ostacoli o pavimentazione sconnessa;
  • raccogliere nominativi e contatti dei testimoni;
  • conservare screenshot dell’app, se il monopattino è a noleggio;
  • andare al pronto soccorso e conservare tutti i referti;
  • conservare certificati, prescrizioni, esami, ricevute e fatture.

Meglio evitare dichiarazioni affrettate, accordi immediati o firme su documenti non chiari. In presenza di lesioni, danni importanti o responsabilità contestata, è prudente far valutare il caso prima di accettare qualsiasi proposta.

Quali prove servono per ottenere il risarcimento

Il risarcimento danni dopo un incidente con monopattino non dipende solo dal danno subito, ma dalla capacità di provarlo. Le prove più utili sono:

  • verbale delle autorità;
  • foto e video del luogo dell’incidente;
  • foto dei mezzi coinvolti;
  • dati dei conducenti e delle assicurazioni;
  • nominativi dei testimoni;
  • immagini di telecamere pubbliche o private;
  • referto del pronto soccorso;
  • certificati medici successivi;
  • documentazione delle spese sostenute;
  • ricevute di farmaci, visite, fisioterapia e trasporti;
  • perizia medico-legale;
  • eventuale perizia cinematica;
  • screenshot dell’app di sharing;
  • codice identificativo del monopattino;
  • segnalazioni inviate al Comune o alla società di noleggio.

In caso di incidente con monopattino sharing, servono anche screenshot dell’app, codice identificativo del mezzo e segnalazioni inviate alla società. Se invece la caduta dipende da una buca o da una strada dissestata, vanno raccolte foto dello stato dei luoghi ed eventuali segnalazioni già fatte al Comune.

Una richiesta di risarcimento efficace nasce quasi sempre da prove raccolte bene fin dall’inizio. 

Quali danni possono essere risarciti dopo un incidente con monopattino

Le conseguenze di un incidente con monopattino possono essere fisiche, economiche e personali.

In caso di lesioni, il risarcimento può riguardare:

  • danno biologico temporaneo;
  • eventuale danno biologico permanente;
  • sofferenza morale;
  • spese mediche;
  • farmaci;
  • visite specialistiche;
  • fisioterapia e riabilitazione;
  • spese di trasporto;
  • perdita di reddito;
  • riduzione della capacità lavorativa;
  • assistenza di terzi;
  • danni estetici;
  • danni al monopattino o ad altri beni.

Nei casi più gravi possono essere valutati anche i danni subiti dai familiari o, in caso di decesso, il danno da perdita del rapporto parentale.

Le lesioni più frequenti comprendono fratture, trauma cranico, lesioni al volto, danni a braccia, polsi, ginocchia e spalle, cicatrici e invalidità permanenti. Ogni voce di danno deve però essere documentata con referti, certificati, esami, ricevute e, quando necessario, una valutazione medico-legale.

Il risarcimento non deve considerare solo l’incidente in sé, ma tutte le conseguenze che l’incidente ha prodotto nella vita della persona danneggiata.

Quando rivolgersi a un avvocato per un incidente con monopattino

Rivolgersi a un avvocato per un incidente con monopattino è utile quando ci sono lesioni, responsabilità contestata, più soggetti coinvolti o dubbi sulla copertura assicurativa. Un legale può aiutare a ricostruire la dinamica, individuare il responsabile, richiedere verbali, immagini, cartelle cliniche e valutazioni medico-legali, oltre a gestire i rapporti con assicurazioni, Comune, società di sharing o controparte.

Non tutti gli incidenti danno automaticamente diritto al risarcimento. La valutazione del caso serve proprio a capire se ci sono elementi concreti per dimostrare responsabilità, danni e nesso causale. 

Hai avuto un incidente con un monopattino? Verifica con noi se puoi ottenere il risarcimento.

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