Immagina uno scenario – purtroppo – comune nella medicina moderna: ti sei sottoposto ad una cura medica su prescrizione, magari anche a un intervento o a un ricovero, e hai subito un peggioramento inatteso. Inevitabilmente ti chiedi: è stato un errore imprevedibile o una vera e propria colpa professionale? Molti pazienti rinunciano a chiedere un risarcimento proprio perché non riescono a distinguere tra il normale rischio della medicina e un vero e proprio errore professionale.
La legge non considera tutti gli errori allo stesso modo. Per ottenere un risarcimento è necessario che l’errore sia riconducibile a una condotta colposa – cioè a negligenza, imprudenza o imperizia. In altre parole, la condotta del medico deve essere stata al di sotto delle best practices e delle linee guida sanitarie. In quest’articolo ti guideremo passo passo a comprendere la differenza fondamentale tra un evento sfortunato e una vera e propria responsabilità medica risarcibile.
Perché non tutti gli errori medici sono colpa risarcibile
Oggi molti pazienti rinunciano a cercare risposte o un eventuale risarcimento proprio perché non riescono a distinguere tra il normale, fisiologico rischio medico e un vero e proprio errore professionale.
La medicina non è una scienza esatta come la matematica. Esiste sempre un margine di rischio che, purtroppo, può portare a un risultato negativo. La legge (applicata al buon senso) permette di riconoscere questa differenza. Non ogni esito negativo è sinonimo di colpa medica. L’errore scusabile, ad esempio, non si qualifica come errore risarcibile. Esso si verifica quando, pur mantenendo un elevato standard di diligenza, il medico si trova di fronte all’imprevedibilità. Non dimentichiamo che il personale medico-sanitario, pur seguendo best practices mediche e aderendo alle linee guida sanitarie, non è esente da eventi avversi. Questo accade, per esempio, con una complicazione inevitabile post-chirurgica: un evento avverso che rientra nelle percentuali di rischio, nonostante l’esecuzione corretta dell’intervento, in assenza quindi di imperizia medica. Oppure, di fronte a un quadro clinico atipico che, per la sua rarità, maschera la patologia reale, non configurando così negligenza medica nella diagnosi tardiva. In sostanza un risultato sfortunato non dimostra l’errore risarcibile, ma solo la materializzazione di un rischio clinico.
Quando un errore diventa colpa medica risarcibile
La colpa medica non si sostanzia in un semplice esito negativo, ma nell’inosservanza degli obblighi professionali. Essa rappresenta l’errore risarcibile perché causato dalla violazione dello standard di diligenza, che ci si attende da un professionista competente. Questa infrazione si traduce in negligenza medica, imprudenza o imperizia medica, rendendo la condotta del medico inadeguata e colpevole.
Le forme classiche di colpa medica
La colpa medica si sostanzia in 3 distinte condotte le:
- negligenza: consiste in un’omissione o nella mancata attenzione verso il paziente. Pensiamo al mancato monitoraggio delle sue condizioni di salute o alla mancata prescrizione di un esame clinico;
- imprudenza: quando il medico opera con eccessiva avventatezza. Un tipico esempio è la dimissione anticipata di un paziente in condizioni instabili;
- imperizia: si sostanzia nell’insufficiente preparazione o mancanza di abilità tecnica. Immaginiamo una procedura chirurgica scorretta per carenza di esperienza.
Quando c’è responsabilità?
Al medico viene imputata la colpa medica, ossia la responsabilità per aver cagionato un danno al paziente, quando si verifica una chiara violazione degli standard di diligenza, che impongono di seguire scrupolosamente linee guida sanitarie e protocolli clinici. Delineiamo alcuni esempi pratici di responsabilità medica:
- mancato rispetto di linee guida, protocolli e best practices;
- errori diagnostici evitabili;
- ritardi ingiustificati nel richiedere esami o consulti;
- terapie errate o dosaggi scorretti;
- cartella clinica incompleta;
- omissioni nel monitoraggio post-operatorio.
La nostra casistica
Nella nostra lunga esperienza, abbiamo sempre difeso le vittime di errori medici (non scusabili) e permesso loro di ottenere il risarcimento più alto e giusto possibile, in relazione ai danni temporanei o permanenti sofferti. Ad esempio abbiamo seguito un caso di negligenza medica in un parto pretermine (anticipato), con maxi-risarcimento per danni permanenti al neonato. In questa vicenda l’errore professionale del medico è consistito nell’omissione di fondamentali procedure e profilassi previste dalle linee guida in un caso di rottura delle acque, causando al neonato gravi e permanenti danni, con una invalidità riconosciuta del 70%. Il consistente risarcimento (pari a € 3.882.808,90) è stato riconosciuto per coprire tre principali voci di danno per il bambino:
- il danno non patrimoniale (invalidità);
- il danno patrimoniale da lucro cessante futuro (mancati guadagni futuri per limitazioni nelle sue attività);
- il danno emergente futuro (spese di assistenza necessarie).
Inoltre sono stati risarciti i genitori e i fratelli per il danno non patrimoniale e le spese sanitarie sostenute, in rapporto alla gravità dell’omissione da parte del medico, responsabile quindi di una condotta negligente.
In un’altra vicenda che ci ha visto assistere le vittime, la Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la decisione di primo grado riconoscendo la responsabilità dell’équipe ginecologica di una struttura sanitaria per la morte di un neonato, sopraggiunta dopo 13 mesi a causa di gravi lesioni cerebrali riportate durante il parto. L’errore medico è stato individuato nella mal interpretazione dei dati clinici e nella sottovalutazione dei segni di sofferenza fetale emersi nel primo tracciato del battito cardiaco. La Corte ha stabilito che, se il personale medico-sanitario avesse agito correttamente e diligentemente, avrebbero dovuto intervenire tempestivamente con un taglio cesareo, evitando l’asfissia perinatale e le conseguenti lesioni permanenti al neonato. Inoltre, in questo caso, la Corte ha sottolineato che le lacune e l’incompletezza della cartella clinica, imputabili al personale medico, non potevano in alcun modo pregiudicare il diritto al risarcimento dei familiari.
Errore scusabile vs errore risarcibile: esempi concreti
È utile ed opportuno approfondire quali sono le principali differenze tra un errore scusabile e un errore risarcibile.
Errore scusabile
Si parla di errore medico scusabile quando l’esito negativo non deriva da negligenza, ma dall’imprevedibilità del quadro clinico. Alcuni esempi tipici includono:
- progressione rapida di una malattia, nonostante la terapia sia stata correttamente impostata;
- sintomi atipici che inducono in errore, mascherando una patologia grave dietro aspetti di una condizione comune;
- complicanze chirurgiche non prevedibili, anche quando la tecnica operatoria è stata eseguita in modo impeccabile;
- eventi avversi esplicitamente menzionati nel consenso informato, che rappresentano rischi inevitabili dell’atto medico.
Il danno che il paziente subisce in questi casi non è una conseguenza di una mancanza di diligenza da parte del medico, ma piuttosto rientra nell’ambito dei rischi inevitabili.
Errore risarcibile
Gli errori medici risarcibili derivano dalla violazione dei consolidati standard professionali. Il concetto di ‘errore medico risarcibile’ è strettamente legato alla mancata prevenzione o al mancato intervento rispetto ad un rischio imminente. Alcuni esempi pratici di responsabilità medica risarcibile includono:
- dimissione prematura di un paziente: quando sono presenti segnali d’allarme evidenti, come febbre persistente, dolore acuto o parametri vitali instabili. In questi casi, il medico ha l’obbligo di un monitoraggio costante e approfondito;
- mancato monitoraggio post-operatorio: le complicanze possono insorgere rapidamente dopo un intervento, ignorare i segnali di rischio costituisce negligenza;
- diagnosi tardiva: non valutare esami rilevanti può ritardare la cura e aggravare il quadro clinico, configurando una condotta non conforme alla prudenza richiesta;
- prescrizione errata di farmaci: somministrare farmaci sbagliati può peggiorare lo stato del paziente e costituisce colpa medica.
Per chiarire la distinzione tra un evento sfortunato e un errore risarcibile, si può fare un paragone al di fuori del contesto medico: immaginiamo un pilota in condizioni di emergenza. Se la turbolenza causa un problema del tutto imprevedibile, non è colpa del pilota. Se, invece, ignora evidenti allarmi e non segue i protocolli di sicurezza, allora è responsabile dei danni fisici e morali ai passeggeri.
Come si dimostra la colpa medica
Anche se hai il forte sospetto di aver subito un errore medico, la sensazione da sola non basta. La prova principale e indispensabile per dimostrare la colpa medica è la perizia medico-legale. Nessuna azione legale per malasanità può avere successo senza l’analisi tecnica di un esperto. Il perito ha il compito cruciale di valutare l’operato del professionista sanitario. L’analisi si concentra su diversi aspetti fondamentali:
- rispetto delle linee guida: verifica dell’osservanza di protocolli, best practice e linee guida ufficiali riconosciute dalla comunità scientifica per il caso specifico;
- condotta e diligenza: valutazione della prudenza, competenza e tempestività dell’operato del medico, soprattutto in situazioni urgenti o critiche (es. errori diagnostici o terapeutici);
- criterio differenziale: analisi comparativa con il comportamento che avrebbe tenuto un medico specialista medio nelle stesse condizioni; se l’evento dannoso era prevenibile con una condotta diligente, la colpa è accertata.
Documenti fondamentali da raccogliere
In ambito giuridico e quindi ai fini del risarcimento, il semplice “sentito dire” non ha valore legale. Ma è imprescindibile disporre di documenti e dati oggettivi:
- cartella clinica completa;
- referti, esami, immagini diagnostiche;
- cronologia dei sintomi e degli eventi.
Infine, è fondamentale poter dimostrare il legame tra l’errore del medico e i danni subiti: questo è ciò che permette di ottenere un eventuale risarcimento.
Perché rivolgersi a un avvocato specializzato in colpa medica
Rivolgersi a un avvocato specializzato in maxi-risarcimento danni e in colpa medica è fondamentale, poiché questi casi sono tra i più complessi in ambito legale. Non a caso richiedono una doppia competenza imprescindibile: quella giuridica e quella medico-scientifica. Senza questa specializzazione è quasi impossibile navigare nel contenzioso. Le strutture sanitarie e i medici sono quasi sempre difesi da compagnie assicurative, con team legali e periti estremamente tecnici e agguerriti. Affrontare un tale colosso da soli o con un legale non specializzato (generalista) espone a un rischio altissimo.
Un avvocato esperto in malasanità:
- sa leggere la cartella clinica individuando omissioni, incongruenze e passaggi sospetti;
- seleziona medici legali e specialisti realmente competenti nel campo coinvolto (ginecologia, ortopedia, oncologia, ecc.);
- è in grado di contestare perizie carenti o sbilanciate depositate dalle controparti;
- ti aiuta a evitare di accettare proposte di risarcimento al ribasso, spesso formulate per chiudere rapidamente il caso.
In sintesi, la scelta di un avvocato esperto può cambiare drasticamente l’esito della procedura, garantendo la massima tutela dei diritti del danneggiato.
Cosa fare se sospetti un errore medico
Se sospetti di essere stato vittima di un errore medico, sicuramente sarà un evento traumatico ma è richiesta lucidità per avviare l’unica strategia efficace. Ecco i passi essenziali:
- richiedi subito tutta la documentazione sanitaria: cartella clinica, referti, esami diagnostici, lettere di dimissione, consensi informati;
- annota la cronologia degli eventi: date di visite, ricoveri, interventi, comparsa di nuovi sintomi, peggioramenti;
- contatta un avvocato specializzato in colpa medica.
Prima di essere assistito da un professionista, ricordati di:
- non firmare liberatorie o accordi senza il supporto di un avvocato;
- non accettare offerte di risarcimento “veloci” e sospettosamente basse;
- non buttare via referti, certificati o documentazione clinica;
- non aspettare troppo: il tempo può compromettere il tuo diritto al risarcimento.
Oggi molte persone confondono un esito sfortunato con un errore colposo, ma non ogni errore coincide con colpa. La differenza tra errore scusabile ed errore risarcibile sta nella violazione dello standard di diligenza professionale. Nessuna pretesa risarcitoria può avanzare senza un’analisi solida. Solo una valutazione tecnica medico-legale può accertare, con rigore scientifico, se la condotta del sanitario sia stata negligente o imperita, determinando la colpa.
Non sei sicuro se l’errore medico che hai subito sia risarcibile? Contattaci per una valutazione professionale del tuo caso.

